Racconta la leggenda che a Namo Buddha,  dove siamo stati ieri, Buddha offrì il suo corpo in pasto ad una tigre affamata e ai suoi cuccioli.

Oggi qui sorge un immenso tempio buddhista, e, quando il cielo è terso, dal suo stupa è possibile ammirare le cime dell’Himalaya.

Siamo stati guidati da Dada, il nostro infaticabile maestro di yoga. Tra un piccolo bus locale e l’altro ci siamo inerpicati sull’altura di Dulikhe, e quando il pulman era troppo carico, non abbiamo avuto scelta: stipati l’uno accanto all’altro abbiamo viaggiato sul portapacchi, reggendoci forti e incrociando le dita, ondeggiando ad ogni curva col sorriso a fior di labbra!

In cima al bus
Alle porte di Namho Buddha con Dada
L’arrivo dei manifestanti in città, il primo maggio

Quarto giorno di bandha per il Nepal.

Bandha vuol dire sciopero generale, tutti i servizi interrotti. Le scuole, gli uffici, le banche, i negozi, chiusi.

Più che uno sciopero, è l’obbligo di interrompere qualsiasi attività. Chi apre, viene malmenato, il negozio squassato, chi usa l’auto è bloccato.

A Kathmandu iniziano a scarseggiare le risorse. Non si trova benzina nè gasolio e l’elettricità si  interrompe  per 7 ore al giorno.

Un gruppo numeroso di militanti maoisti è rimasto a presidiare il Ratna Park. Dopo quattro giorni di bivacco senz’acqua corrente nè latrine, i giornali hanno dato l’allarme: già  350 casi di  salmonellosi e colera fra i manifestanti.

E ciononostante, oggi la radio annuncia l’indurimento della linea maoista.

Pensavamo che oggi la città avrebbe ripreso fiato, e invece le cose peggiorano. Bande di militanti hanno rapinato alcuni negozi di alimentari, e ci sono stati i primi tafferugli.

Ieri hanno fatto una catena umana di 37 kilometri lungo Durbar Margh. Questa mattina il  primo ministro Nepal è stato bloccato da un altro gruppo, che gli ha impedito di accedere alla sede ministeriale.

Ancora nessuna reazione da parte del governo. La polizia è spiegata, ma ancora non interviene.

Noi siamo in una bolla, chiusi nella sede di HELP/Nepal, stiamo perdendo il contatto con la realtà esterna. Abbiamo scorte di cibo, bombole del gas e un generatore per l’elettricità. Ma fino a quando andrà avanti questa situazione?

Fino a ieri la gente passeggiava per la città, godendosi una capitale interamente pedonale e ciclabile.

Oggi invece si sta diffondendo il malcontento. Tutti i commerci sono in perdita. È una stangata all’economia, già non proprio galoppante, del Paese.

Polizia spiegata in assetto antisommossa

Il partito maoista aveva preannunciato un Primo Maggio di fuoco:

a migliaia i suoi sostenitori sarebbero arrivati dalle campagne e avrebbero fatto loro la città.

In molti a Kathmandu sono stati persino forzati, minacciati, a scendere in piazza e a manifestare per le dimissioni del Primo ministro, che si chiama come il  Paese che governa: Nepal.

Da giorni i pullman si preparavano a partire in direzione della capitale, e i sostenitori del partito hanno raccolto fondi per settimane, di casa in casa, per fare le cose in grande, ed arrivare a scuotere la coalizione composta dal  Nepali Congress e dall’ ULM.

Abbiamo deciso di non restare barricati nelle nostre case come la gran parte dei nepalesi scelgono di fare nel giorno delle grosse manifestazioni.

Siamo scesi curiosi a sbirciare quel che succedeva nelle strade, e ci siamo ritrovati immersi in una manifestazione enorme e molto pacifica di uomini, donne, ragazzini.

Centinaia e centinaia di bandiere rosse sventolavano al di sopra delle molteplici teste scure. Molti uomini si tenevano per mano, le donne sfilavano in fila indiana e i ragazzi portavano bandiere avvolte come bandane attorno alla fronte.

Sotto un sole alto e bollente il corteo ha sfilato lungo l’interminabile Durbar Margh, per poi terminare nel grande giardino Ratna Park.

Da due giorni la città sta vivendo un severissimo bandha, ossia la “chiusura”: uno sciopero radicale, che trasforma la città nello spettro di sè stessa. Nessun’auto, moto, bicicletta per le strade; nessun negozio aperto. Pochissimi ambulanti, e qualche grosso camion della polizia circolano nelle arterie principali.

Il Paese vive una situazione di caos politico: ci sono 3 partiti, tutti disinistra(!). Il Nepali Congress, L’ULM, ed il partito maoista. I maoisti inel 2008 hanno rovesciato la monarchia, dopo 239 anni di regno. Tuttavia, da allora, ancora non si ha una costituzione. Nel 2009 è stata creata l’assemblea costituente, che pero’ non ha ancora raggiunto nessun risultato concreto, ed è lontana dal trovare un’accordo sulla stesura di una Costituzione.

Il partito maoista, alle prime elezioni democratiche, è stato eletto con la maggioranza relativa del 30%, ma non ha ottenuto alcun ministero importante, ed il suo esercito rivoluzionario non è mai stato integrato all’esercito nazionale, che poi è l’ex esercito reale.

I maoisti rivendicano quindi un’influenza determinante sul paese, ma la coalizione di governo per ora non sembra disposta a cedere.

Il Paese è in bilico, l’equilibrio è instabile, ieri sera i manifestanti maoisti rimasti in città hanno appiccato un piccolo incendio nella zona delle ambasciate straniere. Oggi i gruppi di poliziotti in assetto antisommossa spuntavano dagli angoli delle strade.

Un chioschetto accanto a casa nostra per foruna è rimasto semiaperto, la saracinesca era abbassata per metà, ma la cucina attiva. Abbiamo cenato con riso e pollo.

Domani è un altro giorno, forse Kathmandu tornerà lentamente a respirare…

É il compleanno di Sharmila, la presidente di HELP/Nepal. Una piccola festa è prevista, mangeremo tutti assieme nel giardino.

I nostri ospiti d’onore arrivano silenziosi e composti, varcano il nostro cancello in fila indiana, e si arrampicano sulle seggiole di plastica che costeggiano il giardino…i nostri bambini!

Hanno lasciato Hamro Ghar e sono qui a Bath Batheini, il nostro quartier generale. Il giardino è un patchwork di colori,  ovunque mi giri ci sono occhietti vispi e boccucce sorridenti…

Sono tutti i figli di Sharmila, quelli che erano i bambini di strada di Kathmandu. Vanno a scuola, giocano, dipingono. Adesso ballano nel nostro giardino, fra le ambasciate e le sedi governative, nel silenzio dei cortili seriosi…ci  travolgono come un tornado di gioia, e siamo in festa! Siamo una grande famiglia!

Abbiamo regalato a Sharmila una bella composizione di fiori. Lei li ha presi sorridendo, e ha avuto un sussulto. Idea! Schiarisce la voce e richiede l’attenzione di tutti: è il momento di premiare a sorpresa i bambini che si sono distinti a scuola. Il bouquet della festeggiata passa leggero nelle mani incredule di Binod. Che fino all’anno scorso sniffava colla e dormiva nei vicoli sporchi di Kathmandu, e oggi è il più bravo della sua classe, nella scuola pubblica.

Un mazzo di fiorellini  freschi invece sono per Anisha, che è la più brava in inglese. Come sono timidi e gioiosi, e noi orgogliosi!

Poi il Via alle Danze!!! Musica a palla dalla radio del nostro pickup! (niente stereo, perchè tutti i pomeriggi a Kathmandu c’è il blackout)

Ieri abbiamo visitato il suggestivo villaggio di Bodhanath, ormai piccolo quartiere che sorge all’interno della città di Kathmandu. È un luogo di raccoglimento e asilo per i molti monaci tibetani che sono fuggiti dal Tibet ormai sin dagli anni ’50.

Lo stupa della piazza centrale, con la sua grossa cupola bianca e gli occhi del Buddha dipinti sulla cima, è uno dei più grandi stupa del mondo.

Lo stupa nasce in origine come un piccola scultura di sassi atta a conservare le reliquie degli uomini illuminati della tradizione buddista. Evolvendosi, esso è divenuto una scultura- monumento dalla geometria segreta, che simboleggia il cammino verso l’illuminazione ed ha profondi riferimenti simbolici  alle antiche scritture vediche.  La base, la cupola e la torre rappresentano gli elementi terra, acqua e  fuoco. Il pinnacolo rappresenta l’aria e la cima d’oro l’etere.

Si dice che alla base dello stupa di Bodanath sia sepolta una reliquia del Budda. La base quadrata di questo stupa funge da terrazza per le preghiere dei monaci che vi si riuniscono ogni sera per una puja.

L’energia che si respira camminandovi sopra, e girando alla sua cupola, è potente ed indescrivibile… A voi qualche scatto da un luogo di mistico potere!

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