Pensando a Bukowski si hanno in mente subito storie che puzzano di alcool e finiscono in cirrosi…

di quelle ti vomitano addosso un disagio schietto e folle…eppure, leggete un po’ quel che ho trovato:

una piccola ma fondamentale confessione di quest’ubriacone svalvolato e blasfemo che mi lascio’ teneramente stupita…

L’uccello azzurro

C’è un Uccello azzurro nel mio cuore che

vuole uscire

ma sono troppo duro per lui,

gli dico : rimani lì, non permetteró a nessuno di vederti.


C’è un Uccello azzurro nel moi cuore che

vuole uscire

ma gli verso addosso whisky e aspiro

fumo di sigaretta

e le puttane e i baristi

e i commessi  del droghiere

non sapranno mai

che lui

è qui dentro.


c’è un Uccello azzurro nel moi cuore che

vuole uscire

ma sono troppo duro per lui

gli dico :

rimani giù :vuoi

scombussolarmi ?

vuoi rovinare tutto il lavoro ?

vuoi far saltare le vendite dei miei libri in Europa ?


c’è un Uccello azzurro nel moi cuore che

vuole uscire

ma io sono troppo intelligente, lo lascio uscire

solo qualche volta di notte

quando tutti sono addormantati.

gli dico : io lo so che ci sei

non devi essere

triste.


poi lo rimetto a posto,

ma lì dentro,

lui canta un poco, non l’ho lasciato

morire del tutto

e dormiamo isieme così

col nostro

patto segreto

ed è bello quanto basta

per far paingere un uomo, ma io non piango, e

tu ?

(Bukowski tradotto da S.Viciani)

Ridimensionato il personaggio? Pare che dentro il burbero cirrotico pulsasse un  cuoricino candido come quello di un bimbo!