Sapevate che in Nepal esiste un Dea Vivente ?

È Kumari, la dea bambina. Seduta immobile su un trono, ingioiellata e truccata, fino a pochi anni fa (ossia fino a che il Nepal non venisse trasformato in una repubblica da truppe ribelli d’ispirazione maoista), riceveva più volte al giorno gli omaggi del re. E adesso che il Nepal è stato dichiarato Repubblica democratica, qual’è la sorte della piccola dea?
Secondo la religione induista la Kumari, la dea vergine, è l’incarnazione della dea Taleju Bhawani che protegge il paese: la bambina che la incarna di volta in volta viene scelta dalla stessa casta che diede origine al Buddha.
Di dee Kumari ce ne sono sparse per tutta la valle di Kathmandu, ma la più importante è quella che vive in questa città, in quanto capitale del paese.
Le piccole divinità devono rispondere a criteri di estrema “purezza”, 32 principi di perfezione, e non possono uscire dal palazzo in cui vivranno se non in occasione delle festività religiose, sono inoltre obbligate a lasciare le proprie famiglia per essere affidate a dei sarcedoti che si occuperanno di loro.
Nel 2008 si è installata la nuova Dea Vivente, che dopo aver passato le “selezioni” fatte da lettura dell’oroscopo e prove di carattere, è stata truccata, vestita e ingioiellata come tradizione vuole, ed ha preso il posto della precedente, giunta ormai al primo mestruo: le piccole dee infatti possono rimanere tali solo fino a quela data, dopo la quale perdono la propria purezza, purezza che può esser persa anche solo mettendo un piede in terra o graffiandosi e perdendo sangue.
Matina Shakya è la prima Kumari ad essere nominata in tempi di governo maoista e senza monarchia, per cui sarà il presidente dello stato e non il re a prostrarsi ai suoi piedi: nonostante la nuova conduzione del Nepal si dichiari atea, non è possibile cancellare una tradizione tanto radicata, che in passato aveva il compito di legittimare il potere del reggente.
Le polemiche non sono poche: lo scorso agosto la Suprema Corte nepalese aveva stabilito che le piccole dee hanno gli stessi diritti di tutti i bambini a stare con i propri genitori, giocare, mangiare quello che vogliono, andare a scuola, vivere come le proprie coetanee. Il caso era arrivato di fronte la Suprema Corte a seguito della denuncia dell’avvocato nepalese Pundevi Mahajan che aveva fatto notare che lo stile di vita a cui le bambine sono costrette non avesse ragioni storiche né religiose. Nessuna ragione perchè i principi fondamentali stabiliti dalla Convenzione Internazionale dei diritti del fanciullo siano violati così brutalmente.
Con il cambio del governo da monarchia assoluta a repubblica democratica le cose potrebbero cambiare, vista la dichiarazione del parlamentare maoista Janardan Sharma che ha definito le dee viventi “non essenziali” per il nuovo Nepal…
Per chi fosse rimasto affascinato, una lettura specialistica:”La dea bambina. Il culto della Kumarie la regalità in Nepal” di Chiara Letizia, edizioni FrancoAngeli