É venerdí sera, la serata che precede il giorno di riposo nepalese. Qui si lavora di domenica, ma sabato è festa.

Abbiamo deciso di passare una serata di relax nel quartiere di Thamal. É un posto curioso, un quartiere vivace di fermento culturale e commistioni, nato essenzialmente attorno alle esigenze dei turisti e dei trekkers che passano dalla città. Nel corso degli anni vi sono sorte una marea di boutiques di prodotti che non si trovano nelle altre zone di Kathmandu: gioielli e pietre, libri su argomenti spirituali, incensi inpacchettati graziosamente e vestiti frikkettoni di ogni taglia  e colore. Inoltre, ci sono simpatici baretti dove si fuma il narghilè, si bevono lassi (frappè locali) o birre.

Passeggiando per Thamel,  stasera siamo state attratte dal richiamo di una musica live che usciva dal primo piano di un palazzo fatiscente, siamo salite ed abbiamo scoperto un simpatico localino dove impazzava il rock!!!

La band che si sta esibendo ha un buon ritmo, il cantante rastone si dimena e scuote la chioma in stile grunge: ha una gran bella voce, bassa, piena, ricca. Il chitarrista fa degli assoli gasanti e il bassista ci da dentro pure. Il batterista làddietro scandisce il tempo trasmettendo la giusta adrenalina: ovviamente ci siamo fermate a prendere una birra!!

Attorno a noi molti ragazzi nepalesi, solo uomini, e qualche turista: gruppi di ragazze  e un paio  di ragazzi da soli.

Si susseguono le cover più sorprendenti: Led Zeppelin, Offspring, Rolling Stones, White Stripes..ma chi si sarebbe aspettato di trovare questo a Kathmandu?? Dove il sistema delle caste è ancora dominante e il principio della contaminazione rituale regna indiscusso??!!

Insomma questi continuano a tutta birra, ci danno dentro sempre più potenti, via di gran cassa, il front man lancia delle urla da brivido e la gente si scalda, parte addirittura qualche accenno di danza…finchè, sul più bello, la mia compagna di avventura mi dice: “guarda, c’è la mamma di uno dei musicisti!”. Alzo lo sguardo e vedo una minuta signora nepalese avvolta in una tradizionale sari rossa dirigersi decisa verso il batterista, prendergli le bacchette e spaccargliele letteralmente in due!! Poi la signora inizia a gridare ed inveire contro tutto il gruppo e riesce a  farli smettere!! Scena esilarante e surreale…Se avesse iniziato a fare mosse di kung fu sistemando tutti i pischelletti presenti non mi sarei stupita..bella tosta la nonnina nepalese! Insomma il gruppo è basito ma posa microfono e strumenti…fine del gioco!

Scopriamo poi che la signora è la proprietaria della casa e abita al piano di sopra, scocciata dal baccano aveva deciso di far valere i suoi diritti di landlord..scambiamo due parole coi musicisti che hanno tutti attorno ai vent’anni. Ci dicono che la scena rock e metal d kathmandu è ricca e che loro suonano quasi ogni sera!

Torniamo a casa con un taxi verso mezzanotte, costeggiando la strada principale del quartiere scopriamo una fila di prostitute e di transessuali che battono i marciapiedi di Thamel …sorprese continue in Kathmandu.